Il  piano di risanamento presentato dall'A.D. Manfellotto contiene, purtroppo, interventi unidirezionali: è chiarissimo l'impatto in termini occupazionali, ma non quali siano le prospettive future di rilancio. Tra l'altro Pistoia paga il prezzo più alto con 75 esuberi e con 50 interinali e 250 lavoratori dell'incentrato che perdono il lavoro. Molti di questi lavoratori sono giovani e questo aumenta ancora di più la nostra preoccupazione.
Crediamo che non si possano chiedere ancora sacrifici ai lavoratori, che non portano responsabilità per le scelte industriali che hanno causato la disastrosa situazione del bilancio, senza un orizzonte reale e credibile di rilancio. Nessuno del management che ha fatto le  scelte controproducenti, di cui si vedono gli effetti, ne ha risposto, mentre ancora una volta si presenta il conto ai lavoratori. Un fatto inaccettabile ed ingiusto.
Il Presidente Rossi si è prontamente attivato, confermando l'attenzione costante della Regione per AnsaldoBreda e questo settore. Al Governo nazionale ricordiamo che la crescita del Paese passa anche dal settore ferroviario, che non puó essere dismesso come invece sembra fare l'attuale management di AnsaldoBreda. In questo senso chiediamo ai nostri parlamentari di intensificare il loro impegno verso il governo nazionale. Da parte nostra confermiamo non solo il forte sostegno alla mobilitazione dei lavoratori e della società pistoiese, ma annunciamo anzi che intensificheremo il nostro impegno in tutte le sedi opportune dopo questo inefficace piano di soli tagli e zero prospettive.



Gianfranco Venturi   Caterina Bini

consiglieri regionali del Pd

La Regione, modificando la finanziaria 2011 già vari mesi orsono, ha messo nero su bianco lo stanziamento di 9 milioni di euro per la manutenzione straordinaria del Comicent di Pescia, nell'ottica di trasferire la proprietà al Comune di Pescia.

Periodicamente la Regione viene "imputata" di non aver fatto la sua parte. La legge regionale però parla chiaro e non vi è fonte normativa più importante nell'ordinamento regionale.
Periodicamente, però, sulla stampa locale emergono prese di posizione che additano la Regione come "inadempiente".


Per fare però il punto di come stanno le cose, l'assessore regionale Salvadori è intervenuto pubblicamente, così da evitare ogni lettura strumentale.


Ti invito a leggere la sua presa di posizione qua.

Nei giorni scorsi il gruppo democratico in Consiglio Regionale ha presentato tre proposte di legge molto importanti.

 

Nello scorso settembre il Consiglio Regionale approvò infatti una risoluzione per  l'ordinamento regionale alle disposizioni dell'art. 14 del D.L. 138/2011 (manovra finanziaria d'agosto) per quanto riguarda riduzione del numero dei consiglieri e trattamento previdanziale (abolizione del vitalizio/passaggio al sistema contributivo).

 

Tutti furono d'accordo ma poi questa volontà occorreva concretizzarla in proposte di legge.

Il gruppo del Pd ha quindi presentato nei giorni scorsi questi provvedimenti che adesso andranno all'esame delle Commissioni e del Consiglio.

 

 

Abbiamo presentato una proposta di legge statutaria che, dalla prossima legislatura, porta da 55 a 40 (compreso il Presidente della Giunta Regionale) il numero dei consiglieri regionali della Toscana e da 10 a 8 il numero degli assessori.

 

Un'altra proposta di legge, questa ordinaria, abolisce dalla prossima legislatura l'istituto del vitalizio per i consiglieri regionali, che dopo avranno il sistema previdenziale contributivo.

 

Siccome le indennità dei consiglieri regionali toscani sono tra le più basse tra le Regioni italiane, abbiamo presentato anche una proposta di legge al Parlamento nazionale.

Essa prevede che, tra i requisiti c.d. di virtuosità per le Regioni, vi sia anche quello che il trattamento dei consiglieri regionali abbia una consistenza assai più bassa di ciò che avviene in varie Regioni, prevedendo quindi che sia quindi ricondotto agli standard della Toscana.  

 

Siamo quindi passati dalle intenzioni alla formalizzazione dei testi normativi, affinchè questi obiettivi possano quanto prima concretizzarsi.

 

 

 

La Giunta Regionale ha risposto all'interrogazione scritta che, assieme ai colleghi Bini, Pugnalini e Spinelli, ho presentato due mesi fa sull'unità operativa di medicina del lavoro di Siena.

 

Il testo della risposta della Giunta Regionale all'interrogazione

 

Varie associazioni, tra cui l'ANMIL regionale e pistoiese, ci avevano chiesto un impegno per salvaguardare questa eccellenza.

Per questo la risposta ci soddisfa, perchè la Giunta prende l'impegno di rafforzare la dotazione di questa unità operativa sia nell'ambito del progetto della tutela dei lavoratori ex esposti all'amianto, sia all'interno del prossimo Piano SocioSanitario integrato, quale centro di riferimento per l'erogazione di prestazioni specialistiche di secondo livello.


 

 

L’azienda leader nel settore dell’abbigliamento, costituita a Montecatini nel 1951, con un fatturato di circa 60 milioni di euro, a luglio ha attivato la procedura di mobilità per 38 dipendenti a causa di una riduzione del personale. E’ ancora aperta la fase di confronto tra le parti per raggiungere una possibile soluzione della vicenda.

Il Consiglio regionale, nella scorsa seduta, ha approvato all’unanimità la mozione, presentata da Marco Carraresi e Giuseppe Del Carlo (Udc), a cui Caterina Bini e  avevamo presentato emendamenti. Con la mozione si impegna la Giunta a dare il proprio supporto nella fase di confronto tra le parti, “affinché si raggiunga un accordo che eviti il dispiegarsi della procedura di mobilità e mantenga quanto più inalterati i livelli occupazionali”.

Scarica il testo della mozione

 

 

 

In attesa di pubblicare altri materiali, sono disponibili le Note per la discussione, consegnate all'iniziativa del 7 settembre.

 

Esse costituiscono utili spunti di discussione sulla situazione della sanità nella nostra provincia sui quali raccogliere nuovi e ulteriori contributi in vista della conferenza programmatica.

 

Nel 2011 il tema del futuro dei servizi sanitari nel nostro territorio è stato al centro del dibattito pubblico nella nostra provincia.
La prossima apertura del nuovo ospedale di Pistoia, il protocollo d’intesa sul nuovo presidio in Valdinievole, il futuro del presidio di San Marcello hanno visto molteplici prese di posizione di cittadini, forze sociali e
politiche.
Questo dibattito ha avuto sullo sfondo il mutamento che il servizio sanitario sta avendo e avrà nella nostra Regione: ad esempio l’introduzione dell’intensità di cura nei nuovi ospedali, il varo delle Società della Salute per aumentare il ruolo della sanità territoriale e delle attività di prevenzione.
Oltre a questo le recenti manovre finanziarie del Governo non hanno risparmiato neanche questo settore, facendo venir meno un numero significativo di risorse anche per la nostra Regione.
Come consiglieri regionali pistoiesi del Pd, assieme al coordinamento provinciale, abbiano svolto, in questi mesi, un percorso di confronto e di approfondimento sulla sanità pistoiese e sulle sfide che la attendono.
Al centro della riflessione vi è la centralità del paziente e la necessità di assicurare ai cittadini una risposta adeguata ai loro bisogni in campo sanitario, consapevoli che il quadro sta mutando e che quindi saranno necessari cambiamenti ma che l’obiettivo da raggiungere rimane sempre questo. Per il presente e soprattutto per il futuro.

Leggi e scarica il programma dell’evento

Il coordinamento provinciale del Pd ed il gruppo consiliare Pd regionale organizzano mercoledì 7 settembre a Pistoia un'iniziativa pubblica dal titolo:"Sanità, la qualità al centro. Il presente ed il futuro dei servizi sanitari in provincia di Pistoia, il contributo del Pd".


L'iniziativa si svolgerà a Pistoia, presso Villa Cappugi, a partire dalle 16,30 e ad essa interverranno, tra gli altri, l'assessore regionale Daniela Scaramuccia e il direttore generale ASL3 Scarafuggi.

"Nel 2011 – affermano i consiglieri regionali del Pd pistoiese Caterina Bini e Gianfranco Venturi - il tema della riorganizzazione del servizio sanitario nella nostra provincia è stato al centro del dibattito pubblico. L'attuale sistema, caratterizzato da un'importante standard qualitativo dei servizi sanitari sul nostro territorio, con la presenza di tre ospedali, di cui uno nuovo quasi completato (Pistoia) e uno (Valdinievole) per il quale inizierà il procedimento per un nuovo presidio, ha sicuramente la necessità di essere riorganizzato per far fronte alle sfide del futuro, anche in termini di risorse investite. Per questo bisogna affrontare il tema non in modo parcellizzato ma avendo una visione d'insieme, organica e complessiva, che deve mantenere fortemente al centro, in un quadro di risorse mutato, la qualità delle cure rese ai cittadini. Una discussione nella quale vogliamo portare anche il nostro contributo".

"I consiglieri regionali, fin dall'anno scorso all'inizio del nuovo mandato regionale, e successivamente il nuovo gruppo dirigente del Pd provinciale – afferma Marco Niccolai, segretario provinciale Pd – hanno compiuto un percorso di confronto al fine di fornire un contributo di idee al dibattito sul futuro dei servizi sanitari nella nostra provincia. L'iniziativa del 7 settembre è stata pensata proprio per lanciare alcune proposte concrete e confrontarsi su esse con le forze sociali e gli operatori del settore. Questo appuntamento sarà importante anche nel percorso verso la conferenza programmatica provinciale del nostro partito, in cui i temi relativi al futuro del sistema di welfare locale avranno un'importanza fondamentale."


Il coordinamento provinciale del Pd ed il gruppo consiliare Pd regionale organizzano mercoledì 7 settembre a Pistoia un'iniziativa pubblica dal titolo:"Sanità, la qualità al centro. Il presente ed il futuro dei servizi sanitari in provincia di Pistoia, il contributo del Pd".


L'iniziativa si svolgerà a Pistoia, presso Villa Cappugi, a partire dalle 16,30 e ad essa interverranno, tra gli altri, l'assessore regionale Daniela Scaramuccia e il direttore generale ASL3 Scarafuggi.

"Nel 2011 – affermano i consiglieri regionali del Pd pistoiese Caterina Bini e Gianfranco Venturi - il tema della riorganizzazione del servizio sanitario nella nostra provincia è stato al centro del dibattito pubblico. L'attuale sistema, caratterizzato da un'importante standard qualitativo dei servizi sanitari sul nostro territorio, con la presenza di tre ospedali, di cui uno nuovo quasi completato (Pistoia) e uno (Valdinievole) per il quale inizierà il procedimento per un nuovo presidio, ha sicuramente la necessità di essere riorganizzato per far fronte alle sfide del futuro, anche in termini di risorse investite. Per questo bisogna affrontare il tema non in modo parcellizzato ma avendo una visione d'insieme, organica e complessiva, che deve mantenere fortemente al centro, in un quadro di risorse mutato, la qualità delle cure rese ai cittadini. Una discussione nella quale vogliamo portare anche il nostro contributo".

"I consiglieri regionali, fin dall'anno scorso all'inizio del nuovo mandato regionale, e successivamente il nuovo gruppo dirigente del Pd provinciale – afferma Marco Niccolai, segretario provinciale Pd – hanno compiuto un percorso di confronto al fine di fornire un contributo di idee al dibattito sul futuro dei servizi sanitari nella nostra provincia. L'iniziativa del 7 settembre è stata pensata proprio per lanciare alcune proposte concrete e confrontarsi su esse con le forze sociali e gli operatori del settore. Questo appuntamento sarà importante anche nel percorso verso la conferenza programmatica provinciale del nostro partito, in cui i temi relativi al futuro del sistema di welfare locale avranno un'importanza fondamentale."

 

Il Consiglio Regionale ha discusso e approvato il DPEF 2012. Nel corso della discussione sono intervenuto, per sottolineare i punti cardine di questo provvedimento. 

La recente approvazione del Programma Regionale di Sviluppo ci offre il quadro di riferimento al cui interno si collocano le scelte economiche e di bilancio e le azioni prioritarie per l’anno 2012 sulle quali investire le risorse disponibili.

L’Assessore Nencini li sintetizzava questa mattina: sviluppo del manifatturiero e sostegno alla piccola impresa, ammodernamento infrastrutturale, tutela delle fasce più deboli,  innovazione istituzionale.

Su questi punti prendiamo atto con soddisfazione della disponibilità dichiarata dalla minoranza di voler dare un contributo.

Non di meno un contributo verrà dalla maggioranza e dal gruppo del PD, per lavorare nel merito dei provvedimenti attuativi, per sostenerli e ove possibile migliorarli, così come abbiamo già fatto in questa prima parte di legislatura.

Tuttavia su questo percorso non possiamo eludere le difficoltà, le incertezze ed i vincoli che vengono imposti dalla recente manovra approvata dal Governo e dal Parlamento.

Sia chiaro, noi condividono la necessità di una manovra correttiva, che consenta l’equilibrio dei conti pubblici ed il conseguente pareggio di Bilancio nel 2014,  tuttavia -  sia pure con le modifiche  apportate dalla legge di conversione – questa manovra..

 

E su questo vorrei confutare nel merito le diverse argomentazioni riportate anche qui dal gruppo del PdL

 

La manovra prevede a regime dal 2014 tagli a carico delle regioni  per  9,140 miliardi di euro su un totale di poco meno di 19 miliardi, con la conseguenza che  il 48 % del riequilibrio dei conti pubblici è posto a carico di soggetti istituzionali che rappresentano solo il 16% della spesa pubblica.

Il combinato disposto derivante dall’applicazione delle ultime due manovre finanziarie del 2010 e del 2011 comporta un complesso di tagli al sistema delle autonomie per circa 18 milioni di euro tra 2011 e 2014.

L’impatto sulla Toscana , che come si ricorderà  già nel 2011 aveva subito un taglio di 360 milioni,  vedrà nel 2012 un ulteriore taglio di circa 400 .

 

Gli effetti della manovra, che taglia i servizi e blocca le possibilità di investimento di Regione ed Enti locali, graveranno pesantemente sulle prospettive di crescita dell’economia e sulle possibilità di ripresa occupazionale con conseguenti ripercussioni negative sul tessuto economico e sociale della Toscana;

Di fronte all’evidente l’iniquità della manovra, le Regioni avevano presentato unitariamente alcuni emendamenti alla manovra del Governo:

 

a.  per elevare il fabbisogno  sanitario nazionale, incrementando il fondo di ulteriori 1.750 milioni per l’anno 2013 e  di ulteriori 3.500 per il 2014; con copertura da recupero dell’evasione fiscale e da tagli ai fondi ministeriali,

 

b. per incrementare a 1100 milioni il fondo per  il  finanziamento  del trasporto pubblico locale, a decorrere dal 2012, dando seguito all’accordo che il Governo aveva sottoscritto con le Regioni il 16 dicembre 2010,  con  copertura tramite la riduzione del Fondo per interventi struttali, e con recupero dall’evasione fiscale per gli anni successivi.
 

c. Per il Patto di stabilità, le Regioni avevano chiesto di elevare gli attuali limiti di 400 milioni di euro per l’anno 2013 e per 800 milioni di euro a decorrere dal 2014, con copertura derivante da risparmi dei Fondi ministeriali. Ciò avrebbe consentito il reintegro parziale (50%) dei tagli operati  dai nuovi obiettivi del patto di stabilità . Proponendo nel contempo che i parametri di virtuosità fossero  definiti entro 60 d’ intesa con la   conferenza StatoRegioni.

 

d. Analogamente era stata richiesta

- una riduzione di spesa dei ministeri per 1.400 milioni per l’anno 2013 e per 3.550 milioni per l’anno 2014.

- ’aumento degli interventi strutturali di politica economica

-  un maggior gettito derivante dall’attività del recupero fiscale riferita ai tributi erariali.

 

Purtroppo  nessuno degli emendamenti è stato accolto determinando una situazione assai pesante.

 

In particolare:

 

-                     Abbiamo una riduzione della spesa sanitaria per 7,5 miliardi di euro nel biennio 2013-2014, mentre viene reintrodotta la pratica  dei ticket che rischia di allontanare la popolazione dal servizio sanitario pubblico, recidendo un legame essenziale per la qualità della salute e alimentando un clima di incomprensione e ostilità in un momento di crisi che colpisce in modo durissimo le nostre famiglie;

 

-                     viene messo a rischio il finanziamento del trasporto pubblico locale, dove per quanto ci riguarda viene posto a carico della Regione Toscana, un aumento di 170 milioni di euro;

 

-                     sono state ridotte le risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate ed è stato quasi azzerato il Fondo strategico per lo sviluppo del Paese, oltre alla revoca dei finanziamenti assegnati dal CIPE, circa1,5 miliardi di euro;

 

Il Governo centrale, utilizzando lo strumento del decreto legge, è così venuto meno ancora una volta al principio di leale collaborazione e ha evitato ogni forma di concertazione  con le autonomie locali, ponendo in essere una situazione che, nel medio e lungo periodo, mette fortemente in discussione lo svolgimento delle funzioni istituzionali loro attribuite dalla Costituzione e dalle leggi.

 

Di fronte a questa situazione valutiamo positivamente la volontà della Giunta Regionale di ricercare alternative eque e praticabili, rispetto all’applicazione in Toscana del superticket di 10 euro sulle prestazioni diagnostiche e specialistiche. Consapevoli peraltro, che mentre la manovra del Governo riduce le risorse disponibili per un importo di  35 milioni di euro, l’applicazione del superticket recupererebbe meno di un terzo di tale importo in considerazione che il 70% dei cittadini toscani godono dell’esenzione;

 

Di qui la condivisione di uno sforzo per individuare  provvedimenti alternativi ai tickets attraverso  forme di compartecipazione graduata in base all’età e alle patologie, che consentano di sostenere le conseguenze dei tagli senza gravare sui cittadini, ammalati e fasce più deboli della popolazione;

 

Così come valutiamo positivamente l’impegno a dare seguito immediatamente al nuovo progetto integrato contenuto nel  PRS sul “contrasto all’evasione e all’illegalità economica”, che permetta di rendere più efficace l'attività di contrasto all'evasione fiscale;

 

E’ dunque alla luce di tutto questo, che mentre approviamo la proposta di DPEF , chiediamo alla Giunta di compiere un approfondimento dei vari aspetti connessi ai contenuti della manovra e, prima della presentazione della legge finanziaria e di bilancio per il 2012, di riferire al Consiglio sugli effetti nei vari settori dell’intervento della Regione, anche al fine di raccogliere eventuali indirizzi utili alla predisposizione dei documenti di bilancio.

 

Chiediamo inoltre alla Giunta ad aprire unitamente alle altre regioni un tavolo di confronto con il Governo su alcuni aspetti ineludibili.

 

-                     Per una riflessione condivisa delle ricadute reali sul territorio derivanti dalla manovra in corso con particolare riferimento ai servizi, alle imprese e ai cittadini;

-                     Per una verifica complessiva del processo attuativo della Legge 42/2009;considerando che questa manovra rende di fatto irrealizzabile il federalismo fiscale.

-                     Per  scrivere insieme un nuovo “Patto per la Salute”, per la definizione delle risorse economiche complessive da correlare ai livelli essenziali di prestazione;

-                     Per l’insediamento della Commissione paritetica per la verifica dei costi dei vari livelli istituzionali, ai fini di una razionalizzazione della spesa pubblica che consenta il definitivo superamento dei tagli lineari.

-                     Per  la revisione delle regole del Patto di Stabilità interno, introducendo il criterio dei saldi a livello regionale, escludendo dal patto spese di cofinanziamento dei fondi comunitari, introducendo elementi di flessibilità per utilizzare risorse disponibili ma non spendibili per infrastrutturazione e sviluppo.

 

Sono queste peraltro le richieste unitarie che le regioni stanno portando avanti e rispetto alle quali,  la Giunta Regionale della Toscana può svolgere un ruolo da protagonista.

Enrico Rossi

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